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La rete non dimentica

I profili Social creano la nostra identità online che si tratti di un’azienda o di una persona tutte le informazioni che vengono caricate sul web sono tracciate e rimangono legate a noi nel tempo.

Prima che la rete si accorga di noi ci vuol tempo, mesi e mesi di lavoro per far si che il ragno di google si accorga di noi e a volte basta una recensione negativa a rovinare il duro lavoro di brand positioning.

Sulla rete è meglio non dare nulla per scontato, avere ben chiaro cosa si vuole dire, a chi e come e soprattutto tenere monitorato ciò che gli altri dicono di noi, interagire e utilizzare tutte le informazioni a nostro favore. A tal proposito esistono moltissimi tools gratuiti che permettono di svolgere questa attività in modo semplice e quotidiano, senza doverci dedicare molto tempo.

Per questo motivo nel 2017 si parla tanto di Personal Branding, Brand Positioning, Web Reputation. Conoscerne le regole e gestire i propri profili in funzioni di esse è fondamentale per avere un “seguito” che converte, qualsiasi sia il tuo obiettivo.

Se creo correttamente il mio Brand, personale o aziendale, e lo posiziono in  linea ai miei valori e al mio target di riferimento, tutte le azioni di marketing, promozione o di proselitismo avranno successo ed in caso contrario sarà più facile gestirne l’esito e trovare la strategia correttiva.

Pensare ed agire sono due azioni che sempre devono andare di pari passo – spesso si ha la fretta di “uscire”, di pubblicare, perché se non pubblico non ci sono. Io sono del parere che è meglio pubblicare una volta in meno e farlo in modo mirato e coerente con l’immagine e la percezione che desideriamo avere di noi e soprattutto che vogliamo che gli altri abbiamo di noi.

#realwork #marketingtraining

Manuela Turra

Corsi e Ricorsi

Sul mercato vengono fatte migliaia di previsioni e analisi ogni anno, molto simili alle supposizioni annuali sui segni zodiacali.

Realmente e’ molto difficile se non impossibile individuare con cosi tanto anticipo i futuri accadimenti che muoveranno gli indici.

A mio personale parere, l’unica scienza che nel tempo e’ sempre stata di grande aiuto per prevedere l’andamento dei mercati, e’ la statistica.

Nel tempo e per vari motivi, i mercati hanno avuto in alcuni periodi dell’anno degli andamenti ripetitivi almeno nel 70% dei casi.

Uno dei motivi dei rialzi di fine anno, e’ dato dalla necessita’ sia delle banche che dei fondi comuni, di chiudere i bilanci con numeri positivi.

Proviamo ad utilizzare la statistica per cercare di capire cosa potrà accadere sul nostro mercato in questo secondo semestre che ci divide dalla fine dell’anno.

Evidentemente questa ipotesi non ha alcuna pretesa scientifica, ma vuole soltanto essere una previsione fondata sull’andamento degli anni precedenti.

Da inizio anno il nostro mercato e’ salito di circa il 10%, una percentuale considerevole anche e soprattutto rispetto alle percentuali medie di movimento annuale del mercato.

Considerando che a fine anno il mercato sale statisticamente almeno nel 70% dei casi, si puo’ dedurre che reputando difficile una chiusura annua molto superiore al 10%, sia possibile uno storno anche leggero fino a settembre, per poter poi chiudere in rialzo, consolidando possibilmente la percentuale di guadagno attuale.

Quanto detto, non vuole minimamente essere ne un’attenta analisi, ne una previsione attendibile, ma solo uno dei tanti indicatori dei quali i traders non possono fare a meno per approcciare i mercati con serieta’ e attenzione.

Buon investimento

Fabio Cavallaro

#Realwork: Il lavoro dipendente è in via di estinzione?

#Realwork: Il lavoro dipendente è in via di estinzione?

Negli ultimi mesi post sui Social, articoli sui principali media, i networker dichiarano che il lavoro dipendente è in via di estinzione, che è meglio correre ai ripari, trovare una soluzione B … altrimenti saranno guai.

Nel leggere queste dichiarazioni mi viene in mente un passaggio storico importante: la Rivoluzione Industriale, quando si pensava che le macchine avrebbero a lungo andare soppiantato il lavoro umano. In realtà questo non è accaduto ancora oggi, nel 2017. Le macchine hanno migliorato il lavoro dell’uomo ed hanno creato nuova occupazione in ambiti diversi e all’epoca inesplorati.

Io credo che il lavoro dipendente sia in evoluzione non in estinzione, sta evolvendo in ciò che avrebbe sempre dovuto essere: meritocratico e non scontato. Oggi, se un dipendente non performa, non ha iniziativa e non si aggiorna non è più appetibile e pertanto fatica a mantenere il proprio posto di lavoro.

Come le macchine hanno bisogno dell’uomo per funzionare al meglio e trovare continua innovazione, così gli imprenditori hanno bisogno di dipendenti capaci, professionali e preparati.

Inoltre, leggendo gli articoli che spopolano sul web su questo argomento, sembrerebbe che chiunque dall’oggi al domani possa trasformarsi da lavoratore dipendente a lavoratore autonomo. Innanzitutto c’è una notevole differenza tra trovare metodi “aggiuntivi” al guadagno derivato dal lavoro dipendente e avviare un’attività in proprio, anche in questo caso c’è molta confusione e ne parleremo in un articolo dedicato. In secondo luogo, è necessario sfatare la convinzione che essere un lavoratore autonomo sia meglio che essere un dipendente. E’ meglio per chi?

Persone diverse sono attratte da tipologie di occupazione diversa e modi diversi di generare il proprio reddito. Sono le differenze interiori riguardanti ai valori, punti di forza, debolezza e interessi a determinare ciò che decidiamo di fare nella nostra carriera lavorativa. Se il mio modo di pensare si avvicina di più all’occupazione come dipendente, difficilmente riuscirò ad avere successo come lavoratore autonomo … probabilmente genererò molto più reddito come dipendente, garantendomi continuità lavorativa ed un buon tenore di vita.

Il lavoro dipendente è in estinzione per chi crede che questo equivalga ad occupare una sedia e fare il minimo indispensabile per avere un accredito sul conto corrente a fine mese. Si può fare la differenza anche da dipendenti, l’importante è avere chiari i propri punti di forza, i propri punti di debolezza e i propri obiettivi.

Lavora su te stesso e qualunque tipologia di lavoro tu vorrai svolgere: dipendente, lavoratore autonomo, imprenditore, riuscirai a farlo al meglio.

Buon Lavoro

Manuela Turra

#RealTrade: Le stranezze del mercato

#RealTrade: Le stranezze del mercato

Facciamo un esempio pratico di quanto sia difficilmente leggibile, seguendo la logica, capire o addirittura anticipare l’andamento del mercato.

Se avessimo chiesto a qualunque Trader, nel mese di dicembre 2016 dove avrebbe visto il mercato a fine Aprile 2017, il 90% avrebbe ipotizzato un ribasso importante visti gli accadimenti degli ultimi 5 mesi.

Analizziamo i fatti:

  • Referendum costituzionale di Renzi ai primi di dicembre 2016, la stampa aveva previsto in caso di vittoria dei “no” un calo importante del mercato; la realtà a visto la vittoria dei “no” ed un netto rialzo del mercato.
  • Elezioni Americane, i media sostengono che una vittoria di Trump porterebbe ad un crollo dei mercati in tutto il mondo. Trump vince e l’America supera i massimi storici.
  • Da 5 mesi si susseguono attentati terroristici in tutto il mondo, nonostante le previsioni i mercati continuano a salire.
  • Trump dichiara che l’America non interverrà più nelle zone calde dei conflitti che non la riguardano da vicino e poi attacca improvvisamente la Siria. Anche in questo caso i mercati vanno contro ogni previsione e continuano a salire.
  • La Corea del Nord dichiara che cancellerà l’America dalla faccia della terra, sfida Trump sui test missilistici, vicini ad un conflitto epocale … i mercati non se ne curano.
  • I numeri economici in Europa sono ancora vicini allo “0”, nonostante il QE che è destinato a finire con il tempo. I mercati prescindono.
  • In America i tassi di interesse iniziano ad alzarsi e si ipotizza che ci saranno almeno altri due rialzi nel corso dell’anno. I mercati festeggiano.
  • In Italia il governo vacilla, in Francia e Le Pen arriva al ballottaggio. I mercati segnano +5%.

Chiaramente a posteriori tutti sono in grado di dire che era prevedibile.

La realtà è che il mercato finanziario ha vita propria, è manovrato da fondi che muovono immense quantità di denaro e spostano a loro piacimento ed interesse l’andamento dello stesso.

Da questo esempio ricaviamo un insegnamento importante:

Segui il mercato e non ciò che la logica ti fa pensare!

Probabilmente, considerando che è molto difficile che l’anno si chiuda a +50%, ci sarà un momento, non sappiamo quando, in cui un avvenimento, una notizia porterà ad uno storno importante. (Si sale con le scale e si scende con l’ascensore), e tutti diranno “IO L’AVEVO DETTO”.

Fabio Cavallaro

#Realwork: Quali sono le professioni più ambite nel 2017?

Quali sono le professioni più richieste nel 2017 in Italia?
Una ricerca sostiene che il mondo digitale sia sicuramente in testa ma anche i profili più tradizionali hanno interessanti prospettive di crescita.
Vediamo insieme quali sembrerebbero essere secondo le migliori agenzie di selezione le 10 professioni più ricercate nel 2017:
1- Responsabile di un negozio online: si occupa di tutto ciò che riguarda la fidelizzazione del cliente e segue tutti i processi di acquisto
2- Data Analyst specialist: il professionista che analizza i dati per supportare i manager nella scelta della corretta strategia
3- Financial Coach: si occupa di educare alla gestione del denaro, alla generazione del cashflow e all’ottimizzazione degli investimenti
4- Addetto gare nella pubblica amministrazione: il professionista che segue il complicato iter per  l’acquisizione di una gara pubblica e selezione i bandi corretti per l’azienda in cui è ingaggiato
5- Ottimizzatore degli Acquisti: il professionista che garantisce all’interno dell’azienda il raggiungimento dei KPI con il corretto sviluppo dei budget e dell’esecuzione dei piani strategici
6- Cyber Security: previene le minacce e gli eventuali attacchi ai dati sensibili all’interno dell’azienda
7- Controller: elabora i costi e li monitora in funzione dell’andamento aziendale per garantire la corretta marginalità
8- Digital Marketer: acquisisce prospettiva, gestisce tutta la comunicazione online e fidelizza i clienti
9- Multichannel Architect: l’architetto dei software e delle applicazioni web
10- Sviluppatore web: creatore di piattaforme online statiche e dinamiche

Cosa hanno in comune tutte queste professioni?
La iperspecializzazione.

L’era del “mi occupo di … a 360°” è terminata da qualche anno. Ora le figure professionali vincenti sono quelle che qualche tempo fa avremmo definito di nicchia.
Oggi essere super competente e abile in un ambito specifico premia, se io so fare molto bene una cosa in molti cercheranno il mio servizio.

Se poi la iperspecializzazione viaggia online, nel 2017 ancora meglio.

Manuela Turra

#RealTrade – Le insidie del Trading

Il Trading lo possiamo associare al fumo o all’alcol, porta infatti dipendenza e rischia di fare molto male alla salute, sia finanziaria che mentale.

Sarebbe opportuno, infatti, che tutte le banche con piattaforme di trading riportassero la dicitura “Attenzione può nuocere gravemente alle finanze e alla salute“.

E’ importante capire la psicologia di chi si avvicina al trading per la prima volta. C’è purtroppo una costante ripetitività nelle sensazioni generate da questa operatività. Esempio: si prende una posizione rialzista, nell’immediato il mercato ti va contro e tu chiudi la posizione perdendo, dopo 10 minuti vedi che il mercato inizia a salire e se avessi aspettato avresti guadagnato. La morale che ne trai è che la tua intuizione era corretta e dunque sei bravo a leggere il mercato, nonostante tu abbia perso ti convinci che puoi guadagnare facilmente con il trading.

Se la posizione presa ti porta ad un guadagno la tua sensazione sarà che è facile e puoi vivere agevolmente di trading. Inoltre, quando perdi, ti convinci che è accaduto perché eri disattento o avevi la linea lenta e non sei riuscito per colpe non tue a chiudere in tempo, oppure è accaduto un fatto raro, come un attentato o una dichiarazione importante, insomma riesci a trovare mille scuse che rafforzano la tua idea di facile guadagno. Questa situazione va avanti nel tempo, perdi spesso ma, la volta che guadagni, ti convinci che è giusto continuare e soprattutto credi di essere in attivo e di star guadagnando. Poi arriva la chiusura del mese e vedi che il tuo saldo è negativo e allora tenti di recuperare tutto con una sola operazione e li comincia il vero calvario, ma continui – perché devi recuperare.

Purtroppo temo che molti operatori si riconoscano in quanto detto, vi assicuro che si tratta di una situazione comune.

Non ci si può improvvisare, in nessun campo e men che meno nel trading dove ci sono in gioco direttamente i nostri soldi e facciamo una guerra contro chi è più forte di noi e ha gli strumenti per vedere in che posizione siamo e cosa faremo.

L’esperienza è fondamentale e mi spingo a dire che soprattutto le esperienze negative sono molto formative nel trading. Anche i più acclamati ed importanti trader hanno subito perdite ingenti e lunghi periodi di sconforto e depressione.

Nei primi anni ’90 con l’avvento dei derivati sul nostro mercato si guadagnava tantissimo anche per le alte commissioni che si facevano pagare agli investitori. Questa situazione ha ubriacato tutti, convincendoci che  era tutto estremamente facile e che ci si poteva arricchire velocemente. Abbiamo smesso di controllare il Money Management, esponendoci a rischi con molta superficialità. E’ bastato un movimento più forte del normale e ci siamo trovati tutti in enorme difficoltà perdendo in un giorno tutto quanto era stato fatto nei mesi precedenti. Io allora appoggiavo la mia posizione e quella dei miei clienti su una SIM, in quel periodo la SIM andò in amministrazione controllata e la CONSOB bloccò tutte le posizioni causando perdite enormi. Le conseguenze furono disastrose, per me e per i mie clienti, mi fermai per un paio di anni e  ripresi nel 1999 con un’operatività più misurata. Nel 2000 ci fu una nuova bolla generata dalla NEW ECONOMY che procurò ulteriori danni alle mie posizioni. Queste due esperienze mi portarono a mettere in dubbio sia il settore che la mia operatività in derivati. In quegli anni l’analisi tecnica era utilizzata da tutti gli operatori, i segnali erano condivisi e ci muoveva quasi all’unisono, i risultati erano sempre gli stessi, guadagni relativi per mesi e perdite totali in poche sedute. Fu allora che inizia a capire che ANALISI TECNICA. e FINANZA COMPORTAMENTALE erano elementi facilmente tacciabili ed utilizzabili da chi fa il mercato, utilizzati quindi per prendere nelle reti tutti i piccoli operatori.

Questa considerazione mi fece studiare un metodo che prescindendo dagli elementi suddetti, potesse permettermi di fare trading sotto traccia senza utilizzare l’analisi tecnica e soprattutto senza “pensare”. Ho iniziato ad utilizzare solo le opzioni sugli indici di borsa con scadenze lunghe, evitando così la necessità di prendere decisioni immediate e determinate dall’andamento del mercato, disattivando le modalità di finanza comportamentale, evitando di conseguenza influenze indotte.

Non avere la necessità di stare 10 ore al giorno davanti ad un monitor ti da il tempo di fare altro  ma soprattutto ti permette una lucidità superiore nel valutare ed analizzare l’andamento dei mercati.

Ho pensato di fare dei video spiegando le linee guida del mio metodo, il METODO CAVALLARO, certo che vi potrà essere molto utile  per iniziare a guadagnare in questo difficile  ed intricato mondo del trading.

Fabio Cavallaro

#RealTrade – Analisi Tecnica si o no?

Nello scorso articolo abbiamo citato l’analisi tecnica in modo non del tutto positivo.

Oggi facciamo un passo indietro e ci chiediamo:

Cos’è l’analisi tecnica?

Innanzitutto è lo strumento utilizzato da tutti i Trader operativi sui mercati e corrisponde all’analisi dei grafici relativa all’andamento dei prezzi, che altro non è se non le decisioni degli investitori. Queste ultime si ripetono periodicamente e così faranno i prezzi.

Negli anni si sono sviluppati svariati metodi e modelli per analizzare l’andamento dei prezzi, si prendono in considerazione i volumi, gli orari, le medie mobili, ect. Una caratteristica dell’analisi tecnica è che a posteriori i movimenti generati sono tutti facilmente prevedibili e rispondenti ai modelli studiati. E’ anche vero però che molti analisti tecnici sono molto bravi a teorizzare ma quando è il momento di cliccare (fare l’operazione) aspettano sempre il prezzo di poco superiore o inferiore, non riescono ad “entrare” e pontificano (se avessi … se …).

La morale è che a posteriore siamo tutti bravi ma il momento del click d’ingresso dipende soprattutto dalla finanza comportamentale, è opportuno quindi che tanti indicatori (tra i quali l’analisi tecnica) convergano.

La mia teoria è che, chi fa il mercato (fondi molto liquidi, chi gestisce enormi quantità di denaro, tali da spostare notevolmente il mercato) conosca perfettamente l’analisi tecnica e i livelli che gli analisti ritengono utili per “ENTRARE”, potendo così operare sapendo dove i Trader sono situati e a che livello mettono gli SL o i TP (Stop Loss o Target Profit).

Stiamo quindi combattendo una guerra al buio contro chi ci vede benissimo!

Per non essere tracciabili è necessario sterilizzare le nostre normali reazioni, diventando dei ROBOT.

Buon investimenti!

Fabio Cavallaro

#RealTrade – I Trader oggi guadagnano?

“UN BAMBINO SENZA ESPERIENZA HA PERFORMANCE MIGLIORI DI UN TRADER ABITUALE”

Voglio invitarvi a leggere un articolo che riporta uno studio attento e autorevole circa le performance giornaliere disastrose dei Trader operativi.
Vi faccio un esempio a me caro che vi aiuterà a comprendere meglio l’articolo che segue.

Se diamo un mouse ad un bambino di 10 anni che non conosce il mercato e non ha mai operato, e lo mettiamo davanti al Pc chiedendogli di giocare con gli investimenti, ci accorgeremo che, cliccando a caso avrà il 50% di possibilità di guadagnare come di perdere. (Se compra un titolo o un indice e questo sale guadagna, se scende perde).
Un Trader abituale, che fa queste operazioni quotidianamente ha invece in media una performance del 85/90% di perdita.
Con questo dato alla mano  è inevitabile farsi delle domande e cercare delle risposte.
Chi opera abitualmente sui mercati è influenzato oltre che dalla propria esperienza da:

  • segnali di analisi tecnica, che si crea autonomamente o compra da altri.
  • stress emotivo dato dall’operatività che ognuno regge a seconda della propria soglia.

Da questa semplice disamina dei fatti, emerge chiaramente il motivo per il quale un bambino privo di influenze ha maggiori possibilità di riuscita di un Trader professionista. Il bambino clicca senza pensare e senza affidarsi a livelli da tutti conosciuti ed utilizzati, il Trader segue comportamenti psicologici e livelli operativi conosciuti da chi fa il mercato, rendendosi visibile e vulnerabile. E’ provato che un Trader ha performance migliori se lavora su denaro altrui; in questo caso la propria finanza comportamentale si sterilizza e diminuisce molto l’ansia da “possibile perdita”.
Ovviamente non è sufficiente prescindere dall’analisi tecnica e dal proprio pensiero per avere dei buoni risultati e guadagnare, è necessario infatti, a mio avviso, aggiungere altre due componenti:

  • la conoscenza approfondita di uno strumento
  • l’ obbligo di darsi delle procedure inderogabili.

Da queste considerazioni nasce il mio metodo: il metodo Cavallaro

Buona lettura

Leggi qui

#RealTrade – La Variabile Tempo

Che cos’è il Trading online?

Trading online è un’attività finanziaria che data una somma “X” investita, genera profitti a partire dalle oscillazioni dei mercati finanziari.

Nel Trading online la variabile senza dubbio più importante è il Tempo.

Per tempo intendiamo:

  • scadenze dei nostri strumenti finanziari
  • ore trascorse davanti ai monitor
  • giorni, mesi o anni per fare il bilancio di profitti o perdite
  • masi di studi, incontri tra e con analisti, ore passate a leggere dati – bilanci e grafici

Nel Trading, più tempo hai a disposizione e più probabile è che il bilancio sarà positivo.

Il tempo può diventare un arma a doppio taglio. Se lo sappiamo usare, lavora per noi, viceversa diventa un arma mortale.

Facciamo un esempio pratico:

Hai investito una somma di denaro ed in una settimana hai maturato una perdita.

Cosa fai?

L’istinto ti porterebbe ad accorciare i tempi, per far in modo che la tua perdita venga velocemente recuperata.

Grande errore!

Se cambi il tuo metodo operativo per cercare un recupero immediato, puoi solo peggiorare la situazione.

Se il tuo metodo è testato, garantito e certo, devi solo continuare ad usarlo ed il tempo ti darà ragione e soddisfazione.

Il concetto che ti voglio passare è molto semplice e chiaro: Se impari ad applicare un metodo con rapporto rischio/rendimento positivo come un Robot, il tempo ti darà sicuramente ragione; se al contrario ti lasci influenzare è colpa della Finanza Comportamentale.

E’ solo necessario superare la difficoltà di diventare un Robot!

Al prossimo articolo.

Fabio Cavallaro

Acquistare una nuda proprietà è sempre vantaggioso?

Un recente articolo pubblicato sul portale affari.it dichiara che nel 2016 ci sia stato un vero e proprio boom degli acquisti di “nuda proprietà”.

Innanzitutto, capiamo insieme cos’è una “nuda proprietà” e quando conviene davvero acquistarla.
La “nuda proprietà” è la proprietà dell’immobile senza il suo possesso, significa che è mia ma non ho alcun diritto abitativo e di possesso.

Se ho dei soldi da investire e non necessito di generare una rendita immediata, acquistare la sola “nuda proprietà” con un usufruttuario al suo interno può permettermi di risparmiare parecchio denaro, in gergo diremmo: fare un buon affare. Se l’usufruttuario è molto anziano, alla sua morte la “nuda proprietà” diventerà possesso, questo mi permetterà di generare una buona plusvalenza, pur non potendo prevedere in quanto tempo questo avverrà.

Se ho la necessità di generare fin da subito una rendita costante, conviene acquistare una “nuda proprietà”? Si, se l’acquisto avviene con un inquilino solvibile al suo interno. Sicuramente l’investimento iniziale sarà più alto ma avrò garanzie maggiori sulla continuità del pagamento dell’affitto, dato da uno storico documentato.

Quali possono essere gli ulteriori vantaggi in termini di investimento?
Sicuramente l’eliminazione della componente emotiva. Se acquisto una casa in “nuda proprietà” mi preoccuperò solo del prezzo e delle condizioni di acquisto, non del mio particolare gusto legato alla posizione, al colore o alla disposizione dei locali.

Ora che hai degli spunti sui quali riflettere, leggi l’articolo: http://www.affaritaliani.it/economia/casa-boom-degli-acquisti-di-nuda-proprieta-466155.html