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Il Caso NPL

Cosa sta succedendo alle banche italiane?

MPS, Veneto, Popolare di Vicenza rischiano di fallire?

Cosa ha messo in difficoltà il sistema bancario?

Se ti sei fatto almeno una volta una di queste domande, cerco di darti una risposta molto semplice. Al di là dei complottismi, di pseudosette bancarie, la realtà dei fatti è che le banche italiane, prima tra tutti MPS (Monte dei Paschi), sono in sofferenza per una sola ragione: i crediti deteriorati. Chiamati tecnicamente NPL (Non Performing Loans). Si tratta di fidi, finanziamenti, in generale prestiti, fatti per lo più ad imprese, diventati inesigibili a causa della crisi economica.

Semplicemente, le imprese italiane, in sofferenza finanziaria, non pagano i loro debiti verso le banche. Tutto qui.

Conseguenze?

Per garantire i nostri soldi depositati (conti correnti, obbligazioni ecc.), la banca deve mettere patrimonio a garanzia maggiore e non ha possibilità di erogare finanziamenti e prestiti innescando un giro vizioso.

Quale potrebbe essere una possibile soluzione?

I crediti deteriorati hanno un valore di circa il 60% rispetto al credito originario. Una delle ipotesi allo studio da parte del’UE, è costituire una Banca Cattiva (Bad Bank) che compri tutti i crediti deteriorati dalle varie banche nazionali. Così facendo, le banche si libererebbero del fardello e potrebbero riprendere ad erogare denaro a privati e ad imprese.

 

Il primo passo: il bilancio familiare

Il primo passo: il bilancio familiare

Quanto tempo dedichi al tuo bilancio familiare? Si lo so, hai ragione, il tempo che abbiamo a disposizione è sempre meno, e a farne le spese spesso sono quelle attività che riteniamo meno redditizie. Una di queste è il bilancio familiare. Anche chi dedica tempo a questa attività, spesso si limita ad una semplice valutazione delle entrate e delle uscite. Se desideri ritrovare certezza di reddito, devi iniziare dal tuo bilancio familiare. Lascia che ti insegni come fare. Iniziamo con il conto economico. Il conto economico è esattamente quello che fai tutti i mesi, ovvero valutare entrate ed uscite. Ora cercheremo di farlo in maniera più efficace. Innanzitutto scegli il periodo di riferimento, ad esempio il mese va benissimo. Sappi che, se lo desideri puoi scegliere anche periodi diversi. Diciamo che se hai un cashflow in ingresso (flusso di cassa), come ad esempio uno stipendio, con periodicità mensile, allora il mese sarà un buon periodo per valutare il conto economico. Ovviamente più il periodo è breve più è semplice la valutazione. Ora prendi il tuo ultimo mese e cerca di ricostruire il conto economico, ovvero entrate/uscite. Per fare questo puoi aiutarti con un estratto conto mensile della tua banca. Se hai fatto tutto in maniera corretta dovresti trovarti con una doppia colonna, con elencate da un lato le entrate e dall’altro le uscite. Ora con un evidenziatore del colore che preferisci, evidenzia le spese che sono utili alla tua sopravvivenza. Ti faccio un esempio: per vivere hai necessità di una casa, pertanto sono indispensabili alla sopravvivenza tutte le spese relative ad essa; utenze indispensabili (luca, gas, acqua), manutenzione, tasse, spese condominiali, rate d’affitto ecc.. Altre spese fondamentali per la sopravvivenza sono: alimentazione, spese per l’istruzione obbligatoria per i figli, ecc.. In queste spese non devi inserire ciò che serve per garantire la qualità della tua vita, ma solo cose indispensabili. Ad esempio l’abbonamento ad internet o alla pay tv non rientra tra le spese necessarie alla sopravvivenza. Se hai fatto il tutto in maniera corretta scoprirai una cosa interessante: noi produciamo più reddito di quanto ne consumiamo. E il resto dove finisce? Andiamo avanti… Con un altro evidenziatore, di colore differente, evidenzia i pagamenti di posizioni debitorie, ovviamente se ne hai. In questa categoria ci sono: mutui, finanziamenti, leasing, prestiti personali, ecc.. Bene siamo quasi alla fine. Vedrai che questi dati saranno utilissimi quando dovremo fare il processo di risk management. Ne manca ancora uno. Costi di produzione del reddito. Quanto costa produrre reddito? Sul tuo conto economico evidenzia tutte le spese che ti servono per produrre il tuo reddito: il costo dell’auto, o dei mezzi pubblici, eventuali pasti fuori casa, ecc.. In genere questi costi sono circa il 10-15% del tuo reddito Ora prendi il tuo reddito, sottrai le spese per la sopravvivenza, le “rate” delle posizioni debitorie, le spese di produzione del reddito. Quello che avanza è il tuo tenore di vita, ovvero i costi per garantire la qualità della tua vita, e le tue quote di risparmio, ovvero quanto accumuli nel tuo stato patrimoniale. Ottimo lavoro! Ora cominci ad avere evidenza del tuo cashflow. Fai lo stesso processo per alcuni mesi e traccia delle medie: quanto ti serve in media per sopravvivere? Per produrre reddito? Le tue posizioni debitorie? Se lo desideri puoi aiutarti con un foglio di excel project management plan. Conoscere il proprio cashflow è il primo passo per rendere il proprio reddito certo! La prossima volta costruiremo insieme il tuo stato patrimoniale, ed inizieremo a costruire la solidità del tuo futuro

 

Come produci il tuo Reddito?

Come produci il tuo Reddito?

Per iniziare a rendere certo il tuo reddito occorre comprendere da dove proviene la maggior parte delle tue entrare. L’imprenditore statunitense, di origine nipponica, Robert Kyiosaki, pioniere del concerto di intelligenza finanziaria ed autore del bestseller “Padre ricco Padre povero”, ha identificato 4 “fonti” di provenienza del reddito.

Ognuna di queste fonti rappresenta un diverso modo di pensare, o meglio di concettualizzare il reddito. Queste 4 fonti sono state disposte in un quadrato, meglio conosciuto come I QUADRANTI DEL CASHFLOW.

Il cashflow, tecnicamente, è il flusso di cassa, ovvero come i soldi arrivano sul tuo conto corrente, ed è fondamentale comprenderne la provenienza web link.

Il primo ed il secondo quadrante identificano il reddito “D” “A”, da lavoro dipendente o da lavoro autonomo.
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D’altra parte ci sono i due quadranti della libertà finanziaria. Il primo è il quadrante “T” del titolare d’impresa. Il titolare d’impresa non cerca sicurezza, ma la libertà di svincolare lo stretto legame tra tempo impiegato e reddito, caratteristica dei quadranti A e D.

Infine abbiamo il quadrante della libertà “I” dell’investitore, ovvero la persona che investe (titoli, immobili, aziende ecc.), e gli investimenti producono il reddito. In questo caso il fattore tempo è completamente slegato dal proprio reddito.

Possiamo produrre reddito anche da più quadranti, il dipendente, ad esempio, può anche essere investitore o titolare d’impresa.

ATTENZIONE: la maggior parte del reddito arriverà sempre da uno dei quattro quadranti. Il quadrante di provenienza determina il modo, non l’entità del reddito. Il reddito di un dipendente può essere più alto di quello di un titolare d’impresa.

La maggior parte del tuo reddito da quale quadrante è prodotto?

Identifica da dove arriva il tuo reddito, solo così potrai gettare le basi per renderlo sempre più certo e migliorare la tua vita…. Per sempre!

Come mai succede che i soldi finiscono sempre prima della fine del mese?

Come mai succede che i soldi finiscono sempre prima della fine del mese?

Quando desideriamo valutare le nostre risorse finanziarie, normalmente, siamo portati a valutare solamente il conto economico. Cosa significa questo? Significa che si prendono le entrate mensili e si collocano alla voce Entrate, mentre tutte le spese vengono inserite alla voce Uscite. A fine del periodo, generalmente un mese, facciamo il bilancio. Se è positivo abbiamo un surplus, se è negativo un deficit. Molti si fanno la domanda “Come mai succede che i soldi finiscono sempre prima della fine del mese?”. Altri, invece, si fanno una domanda diversa… “Come mai succede che alla fine dei soldi c’è ancora tanto mese?”. Scherzi a parte, se anche tu fai parte di quelli che almeno una volta nella vita hanno detto questa frase, allora continua a leggere, probabilmente scoprirai qualcosa che ti aiuterà.

Cosa consuma le tue risorse? La rata del mutuo, la rata dell’auto, spese varie, ecc.. La prima cosa da fare è comprendere come è composto il tuo stato patrimoniale. Lo stato patrimoniale è diviso in due parti, attivi e passivi. Gli attivi sono tutte quelle risorse che producono denaro, ad esempio, titoli, fondi, gestioni, immobili a reddito (non la casa dove abiti). Se posseggo un immobile che metto in affitto a 500 euro al mese e che vale 150.000 euro, l’immobile è un attivo dello stato patrimoniale, con il suo valore. I 500 euro di canone che incasso vanno nel conto economico alla voce entrate. Alla stessa stregua il mutuo di casa da 100.000 euro va nella voce passivi dello stato patrimoniale, mentre la rata del mutuo va inserita nelle uscite del conto economico.

La nostra cultura, le nostre abitudini, ci portano spesso ad acquistare passivi: finanziamenti, leasing, mutuo ecc.. I passivi generano delle uscite costanti dal nostro conto, e ci impediscono di vivere sereni. Prova ad immaginare di aver appena discusso con il tuo datore di lavoro e voler mandare tutti al diavolo per poterti dedicare finalmente a quel progetto a cui tenevi tanto… Quanto pesano i passivi sulla tua decisione? Decisamente tanto… Quante volte sento persone che mi dicono: “Non posso lasciare il mio lavoro perché devo pagare il mutuo”

Se vuoi rendere la tua vita più serena utilizza le tue risorse per acquistare attivi che ti generano entrate: immobili, investimenti, partecipazioni… qualunque cosa che ti generi una nuova entrata. Il reddito che produci deve produrre altro reddito free project planning software. Cosi potrai finalmente arrivare alla libertà finanziaria, essere più sereno e migliorare la tua vita… Per sempre!

 

Compri attivi o Compri passivi?

Compri attivi o Compri passivi?

Quando desideriamo valutare le nostre risorse finanziarie, normalmente, siamo portati a valutare solamente il conto economico. Cosa significa questo? Significa che si prendono le entrate mensili e si collocano alla voce Entrate, mentre tutte le spese vengono inserite alla voce Uscite. A fine del periodo, generalmente un mese, facciamo il bilancio. Sei è positivo abbiamo un surplus, se è negativo un deficit. Molti si fanno la domanda “Come mai succede che i soldi finiscono sempre prima della fine del mese?”. Altri, invece, si fanno una domanda diversa… “Come mai succede che alla fine dei soldi c’è ancora tanto mese???”. Scherzi a parte, se anche tu fai parte di quelli che almeno una volta nella vita hanno detto questa frase, allora continua a leggere, probabilmente scoprirai qualcosa che ti aiuterà.

Cosa erode le tue risorse? La rata del mutuo, la rata dell’auto, spese varie, ecc.. La prima cosa da fare è comprendere è come composto il tuo stato patrimoniale. Lo stato patrimoniale è diviso in due parti, attivi e passivi. Gli attivi sono tutte quelle risorse che producono denaro, ad esempio, titoli, fondi, gestioni, immobili a reddito (non la casa dove abiti). Se posseggo un immobile che metto in affitto a 500 euro al mese e che vale 150.000 euro, l’immobile è un attivo dello stato patrimoniale, con il suo valore. I 500 euro di canone che incasso vanno nel conto economico alla voce entrate. Alla stessa stregua il mutuo di casa da 100.000 euro va nella voce passivi dello stato patrimoniale, mentre la rata del mutuo va inserita nelle uscite del conto economico.

La nostra cultura, le nostre abitudini, ci portano spesso ad acquistare passivi: finanziamenti, leasing, mutuo ecc.. I passivi generano delle uscite costanti dal nostro conto, e ci impediscono di vivere sereni. Prova ad immaginare di aver appena discusso con il tuo datore di lavoro e voler mandare tutti al diavolo per poterti dedicare finalmente a quel progetto a cui tenevi tanto… Quanto pesano i passivi sulla tua decisione? Decisamente tanto… Quante volte sento persone che mi dicono: “Non posso lasciare il mio lavoro perché devo pagare il mutuo”

Se vuoi rendere la tua vita più serena utilizza le tue risorse per acquistare attivi che ti generano entrate: immobili, investimenti, partecipazioni… qualunque cosa che ti generi una nuova entrata. Il reddito che produci deve produrre altro reddito. Cosi potrai finalmente arrivare alla libertà finanziaria, essere più sereno e migliorare la tua vita… Per sempre!

 

C’era una volta il BOT

C’era una volta il BOT

Intanto che ti sto scrivendo si è chiusa l’ultima asta dei buoni ordinari del tesoro, con un rendimento stratosferico del -0,14%.

Si si hai letto bene, c’è un meno davanti!!! E sai cos’è la cosa bella? Che sono state soddisfatte solo la metà delle richieste, quindi qualcuno, suo malgrado, si è trovato senza il suo prezioso investimento da -0,14% annuo!!!!

Ora, immagino che se ti dovessi dire, prestami 100 euro che tra un anno te ne restituisco 99, non credo che accetteresti, vero? Allora per quale motivo l’asta dei BOT ha così tante richieste?

Semplice… Per quella percezione di sicurezza che ci da il titolo di stato italiano. La durata è breve, quindi non devo vincolarmi troppo e poi lo stato italiano non fallirà MAI!!!

Un titolo finanziario, di qualunque genere contiene due tipi di rischi: rischio finanziario ed il rischio di credito.
Il primo è il rischio connesso alla possibilità di perdita finanziaria data dalla compravendita del titolo. Per quanto riguarda il nostro BOT è una perdita sicura: -0,14%. Il rischio di credito è legato alla possibilità che chi ha emesso il titolo, a scadenza, non rimborsi il valore. Ovviamente più è solido l’ente debitore e più è sicuro il titolo. Per valutare il rischio di credito, le società di rating, attribuiscono un voto ed il nostro amato paese ha BBB-. Che significa?

Se cerchiamo sui siti di racing scopriamo che BBB- significa “Adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare”. Il meno significa “outlook negativo” ovvero una previsione non buona per il futuro.

In sostanza… Rischio finanziario: perdita certa. Rischio di credito: non proprio sicuro.

Vale la pena di correre a comprare i BOT?

Io amo avere certezze, e tu?