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La rete non dimentica

I profili Social creano la nostra identità online che si tratti di un’azienda o di una persona tutte le informazioni che vengono caricate sul web sono tracciate e rimangono legate a noi nel tempo.

Prima che la rete si accorga di noi ci vuol tempo, mesi e mesi di lavoro per far si che il ragno di google si accorga di noi e a volte basta una recensione negativa a rovinare il duro lavoro di brand positioning.

Sulla rete è meglio non dare nulla per scontato, avere ben chiaro cosa si vuole dire, a chi e come e soprattutto tenere monitorato ciò che gli altri dicono di noi, interagire e utilizzare tutte le informazioni a nostro favore. A tal proposito esistono moltissimi tools gratuiti che permettono di svolgere questa attività in modo semplice e quotidiano, senza doverci dedicare molto tempo.

Per questo motivo nel 2017 si parla tanto di Personal Branding, Brand Positioning, Web Reputation. Conoscerne le regole e gestire i propri profili in funzioni di esse è fondamentale per avere un “seguito” che converte, qualsiasi sia il tuo obiettivo.

Se creo correttamente il mio Brand, personale o aziendale, e lo posiziono in  linea ai miei valori e al mio target di riferimento, tutte le azioni di marketing, promozione o di proselitismo avranno successo ed in caso contrario sarà più facile gestirne l’esito e trovare la strategia correttiva.

Pensare ed agire sono due azioni che sempre devono andare di pari passo – spesso si ha la fretta di “uscire”, di pubblicare, perché se non pubblico non ci sono. Io sono del parere che è meglio pubblicare una volta in meno e farlo in modo mirato e coerente con l’immagine e la percezione che desideriamo avere di noi e soprattutto che vogliamo che gli altri abbiamo di noi.

#realwork #marketingtraining

Manuela Turra

#Realwork: Il lavoro dipendente è in via di estinzione?

#Realwork: Il lavoro dipendente è in via di estinzione?

Negli ultimi mesi post sui Social, articoli sui principali media, i networker dichiarano che il lavoro dipendente è in via di estinzione, che è meglio correre ai ripari, trovare una soluzione B … altrimenti saranno guai.

Nel leggere queste dichiarazioni mi viene in mente un passaggio storico importante: la Rivoluzione Industriale, quando si pensava che le macchine avrebbero a lungo andare soppiantato il lavoro umano. In realtà questo non è accaduto ancora oggi, nel 2017. Le macchine hanno migliorato il lavoro dell’uomo ed hanno creato nuova occupazione in ambiti diversi e all’epoca inesplorati.

Io credo che il lavoro dipendente sia in evoluzione non in estinzione, sta evolvendo in ciò che avrebbe sempre dovuto essere: meritocratico e non scontato. Oggi, se un dipendente non performa, non ha iniziativa e non si aggiorna non è più appetibile e pertanto fatica a mantenere il proprio posto di lavoro.

Come le macchine hanno bisogno dell’uomo per funzionare al meglio e trovare continua innovazione, così gli imprenditori hanno bisogno di dipendenti capaci, professionali e preparati.

Inoltre, leggendo gli articoli che spopolano sul web su questo argomento, sembrerebbe che chiunque dall’oggi al domani possa trasformarsi da lavoratore dipendente a lavoratore autonomo. Innanzitutto c’è una notevole differenza tra trovare metodi “aggiuntivi” al guadagno derivato dal lavoro dipendente e avviare un’attività in proprio, anche in questo caso c’è molta confusione e ne parleremo in un articolo dedicato. In secondo luogo, è necessario sfatare la convinzione che essere un lavoratore autonomo sia meglio che essere un dipendente. E’ meglio per chi?

Persone diverse sono attratte da tipologie di occupazione diversa e modi diversi di generare il proprio reddito. Sono le differenze interiori riguardanti ai valori, punti di forza, debolezza e interessi a determinare ciò che decidiamo di fare nella nostra carriera lavorativa. Se il mio modo di pensare si avvicina di più all’occupazione come dipendente, difficilmente riuscirò ad avere successo come lavoratore autonomo … probabilmente genererò molto più reddito come dipendente, garantendomi continuità lavorativa ed un buon tenore di vita.

Il lavoro dipendente è in estinzione per chi crede che questo equivalga ad occupare una sedia e fare il minimo indispensabile per avere un accredito sul conto corrente a fine mese. Si può fare la differenza anche da dipendenti, l’importante è avere chiari i propri punti di forza, i propri punti di debolezza e i propri obiettivi.

Lavora su te stesso e qualunque tipologia di lavoro tu vorrai svolgere: dipendente, lavoratore autonomo, imprenditore, riuscirai a farlo al meglio.

Buon Lavoro

Manuela Turra

#Realwork: Quali sono le professioni più ambite nel 2017?

Quali sono le professioni più richieste nel 2017 in Italia?
Una ricerca sostiene che il mondo digitale sia sicuramente in testa ma anche i profili più tradizionali hanno interessanti prospettive di crescita.
Vediamo insieme quali sembrerebbero essere secondo le migliori agenzie di selezione le 10 professioni più ricercate nel 2017:
1- Responsabile di un negozio online: si occupa di tutto ciò che riguarda la fidelizzazione del cliente e segue tutti i processi di acquisto
2- Data Analyst specialist: il professionista che analizza i dati per supportare i manager nella scelta della corretta strategia
3- Financial Coach: si occupa di educare alla gestione del denaro, alla generazione del cashflow e all’ottimizzazione degli investimenti
4- Addetto gare nella pubblica amministrazione: il professionista che segue il complicato iter per  l’acquisizione di una gara pubblica e selezione i bandi corretti per l’azienda in cui è ingaggiato
5- Ottimizzatore degli Acquisti: il professionista che garantisce all’interno dell’azienda il raggiungimento dei KPI con il corretto sviluppo dei budget e dell’esecuzione dei piani strategici
6- Cyber Security: previene le minacce e gli eventuali attacchi ai dati sensibili all’interno dell’azienda
7- Controller: elabora i costi e li monitora in funzione dell’andamento aziendale per garantire la corretta marginalità
8- Digital Marketer: acquisisce prospettiva, gestisce tutta la comunicazione online e fidelizza i clienti
9- Multichannel Architect: l’architetto dei software e delle applicazioni web
10- Sviluppatore web: creatore di piattaforme online statiche e dinamiche

Cosa hanno in comune tutte queste professioni?
La iperspecializzazione.

L’era del “mi occupo di … a 360°” è terminata da qualche anno. Ora le figure professionali vincenti sono quelle che qualche tempo fa avremmo definito di nicchia.
Oggi essere super competente e abile in un ambito specifico premia, se io so fare molto bene una cosa in molti cercheranno il mio servizio.

Se poi la iperspecializzazione viaggia online, nel 2017 ancora meglio.

Manuela Turra